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Sanità privata, il nuovo nomenclatore tariffario è insostenibile
Petizione a quasi 50mila firme, 28 gennaio la decisione del Tar
"La revisione al ribasso delle tariffe è una decisione insensata e profondamente ingiusta. Metterà in ginocchio un settore che ogni giorno offre servizi di qualità a milioni di italiani". Questo il netto giudizio di Karin Saccomanno, presidente dell'Associazione imprese sanitarie indipendenti, rispetto alla questione del nuovo tariffario nazionale per la specialistica ambulatoriale. La petizione lanciata dall'Unione ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap) contro la misura si sta avvicinando alle 50mila firme: "Chiediamo al governo di fermarsi e correggere immediatamente questa deriva, prima che sia troppo tardi", afferma il tesoriere Uap e direttore generale Aisi Giovanni Onesti. "Molte realtà sanitarie, sia accreditate che private pure, rischiano il collasso economico". Secondo l'Associazione il nuovo scenario, che invece di un aggiornamento equo "dopo 26 anni di immobilismo" avrebbe "ridotto drasticamente i rimborsi fino al 60%" per diverse prestazioni, "compromette la sopravvivenza delle strutture sanitarie, mettendo a rischio la qualità delle cure e l'accesso dei pazienti". Inizialmente il Tar del Lazio aveva sospeso le tariffe accogliendo le istanze delle associazioni di categoria, misura poi revocata. Il 28 gennaio il tribunale si pronuncerà collegialmente sulla questione, decidendo se confermare o sospendere definitivamente il tariffario. "Questa data sarà decisiva per capire se possiamo continuare a offrire servizi ai cittadini senza compromettere la sostenibilità delle nostre strutture", spiega Onesti. Per Saccomanno "non è accettabile penalizzare un settore così importante per il nostro sistema sanitario. Difendiamo a spada tratta la sanità privata accreditata e pura, perché è una risorsa per il Paese, non un costo".
D.Schaer--VB