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Alex Bodi wiceprezesem grupy SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi a SCANDIC FINANCE vállalatcsoport új alelnöke
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Ο Άλεξ Μπόντι νέος αντιπρόεδρος του ομίλου SCANDIC FINANCE
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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Nottingham Folklore Society: Tradizioni locali e comunità nel Regno Unito
Giappone, inflazione accelera in luglio all'1,8%
Pesa yen debole e conflitto Medio Oriente, crescono attese per nuovo rialzo dei tassi BoJ
Il deprezzamento dello yen e le tensioni in Medio Oriente spingono l'inflazione in Giappone a luglio, superando il target della Banca del Giappone (BoJ) per il settimo mese consecutivo se si esclude l'effetto dei sussidi governativi sui carburanti. I dati del ministero degli Affari interni, infatti, confermano un'accelerazione all'1,8% su base annua, dal +1,6% di giugno; escludendo anche l'energia, l'inflazione cosiddetta "core" è salita all'1,9% a luglio, dal +1,7% di giugno, in linea con le previsioni. La premier Sanae Takaichi ha finora attenuato l'impatto sui consumatori con sussidi su carburanti ed energia, ma secondo gli analisti l'effetto tampone sta gradualmente scemando. Il dato rafforza le aspettative di un nuovo intervento restrittivo della BoJ, che già a giugno aveva portato il tasso di riferimento all'1% - massimo da 31 anni - e che al prossimo meeting del 17-18 settembre è attesa dagli operatori per un ulteriore rialzo a 1,25%. Un eventuale incremento potrebbe sostenere lo yen, che nelle ultime settimane ha già recuperato circa la metà delle perdite successive all'intervento congiunto Usa-Giappone sui cambi dello scorso mese. Una valuta debole può sostenere l'economia domestica, ad esempio rendendo i prodotti giapponesi più competitivi sui mercati esteri. Allo stesso tempo, però, può avere effetti negativi, aumentando il costo delle importazioni e aggravando uno dei principali problemi con cui il Paese si confronta mentre il conflitto in Medio Oriente continua a protrarsi. La BoJ, pur avendo mantenuto invariata la politica monetaria a luglio, ha emesso il suo avvertimento più netto finora sui rischi inflazionistici crescenti.
C.Bruderer--VB