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Primarie Likud, con scrutinio oltre 90% schede, almeno 5 ministri a rischio rielezione
In testa Netanyahu, seguito da Eli Cohen, Amir Ohana, Yariv Levin, Miri Regev e Ofir Katz
Con il 91,2% dei voti scrutinati alle primarie del Likud svoltesi ieri, si delinea la lista dei candidati in vista delle elezioni per la Knesset del 27 ottobre. Al primo posto - dopo il capo del partito, Benyamin Netanyahu, che apre la lista - si posiziona Eli Cohen, ministro dell'Energia, seguito dal presidente della Knesset, Amir Ohana, dal ministro della Giustizia, Yariv Levin, dalla ministra dei Trasporti, Miri Regev, e dal capogruppo della coalizione, Ofir Katz. I posti 6 e 7 vanno agli attuali ministri dell'Istruzione, Yoav Kisch, e della Cultura, Miki Zohar. La prima sorpresa è al posto 8, dove si posiziona la new entry Almog Cohen, fuoriuscito recentemente dal partito di Itamar Ben Gvir, annunciando la sua candidatura nel Likud solo la settimana scorsa. La controversa parlamentare Tali Gotliv è la seconda donna che si posiziona, al posto 12, nelle prime due decine - le uniche che, secondo i sondaggi, sono realistiche. Il ministro della Comunicazione Shlomo Karhi al posto 13 e dell'Economia Nir Barkat al posto 16, considerati molto in bilico: infatti 10 posti nelle prime due decine della lista elettorale sono stati garantiti a Netanyahu per sue nomine personali, facendo slittare i candidati prediletti dalle primarie a posti considerati a rischio, dal momento che nei sondaggi il Likud è dato attualmente a circa 23-26 seggi. Se i risultati e le proiezioni attuali venissero confermati, ciò significherebbe che almeno 5 tra gli attuali ministri non entrerebbero nel prossimo Parlamento.
F.Mueller--VB