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Il gigante Shein inghiotte il brand di moda etica Everlane
Marchio amato da Millennial entra nel colosso fast fashion. Operazione da 100 milioni
Everlane, il brand amato dai Millennial che nell'epoca pre-Covid si era distrinto per i suoi capi di abbigliamento eleganti e essenziali e una politica "radicalmente trasparente" nei prezzi, è stato inghiottito dal colosso cinese della fast fashion Shein. L'ironia è anche troppo evidente: Everlane è stata una pioniera del marketing "virtuoso" degli anni 2010, presentandosi come marchio di moda ecologico, sostenibile e che adottava pratiche di lavoro etiche. Shein è agli antipodi: definito da ricercatori di Yale "il più grande inquinatore della fast fashion", produce montagne di vestiti a prezzi stracciati in materiali sintetici e adotta pratiche di lavoro spesso giudicate abusive. Se la vendita valutata cento milioni di dollari andrà in porto, Everlane diventerà l'ultimo protagonista della generazione di retailer 'Dtc' (direct-to-consumer, cioè vendita diretta al consumatore) degli anni 2010 a essere venduto o a compiere una drastica svolta strategica non essendo riuscito a trasformare il proprio messaggio sulla sostenibilità in un profitto sostenibile. Alcuni marchi, come la societa' di materassi Caspar e il brand di moda femminile Reformation, sono stati rilevati dai fondi di private equity, mentre Allbirds, che sforna le sneaker di pura lana preferite dai lavoratori del tech, ha annunciato di aver dato addio alla sua agenda ambientalista per rilanciarsi come società di infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
K.Hofmann--VB