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Boccia (Pd), bene incontro 'volenterosi', ma Hormuz è ancora chiuso
"Prima di 'missioni' governo aiuti imprese italiane. E venga in Parlamento"
"Non c'è dubbio che l'incontro di ieri con i cosiddetti 'volenterosi' rappresenti un fatto positivo sul piano della cooperazione internazionale. Ma la realtà è che, alla luce delle notizie di queste ore, la pace ancora non c'è e lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso, esposto a tensioni e tutt'altro che pienamente operativo". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. "Prima di avventurarsi in missioni dal perimetro ancora incerto - è l'invito -, il governo deve dire con chiarezza cosa intende fare per sostenere le imprese italiane che stanno pagando un prezzo altissimo. Parliamo di navi ferme da settimane, di merci bloccate e in molti casi deperite, di contratti a rischio e di filiere produttive sotto pressione. I dati che arrivano dagli operatori del settore - sottolinea - sono inequivocabili: secondo il Forum Italiano dell'Export, nello Stretto di Hormuz sono bloccate merci italiane per un valore stimato di oltre 20 miliardi di euro. Una singola nave può trasportare beni per oltre 200 milioni, immobilizzati con effetti immediati sulla liquidità delle aziende". "Siamo di fronte - prosegue - a una crisi che non è più emergenziale ma strutturale, che colpisce in particolare le piccole e medie imprese del nostro export. Per questo servono subito misure economiche concrete: sostegno alla liquidità, garanzie pubbliche attraverso CDP e SACE, interventi per compensare l'aumento dei costi logistici e iniziative europee per la resilienza delle rotte commerciali. Allo stesso tempo, è necessario evitare scorciatoie che rischiano di aggravare la situazione. L'ipotesi di accompagnamenti militari delle navi commerciali, oltre a non essere risolutiva, può esporre asset civili a rischi ulteriori e non garantisce la ripresa dei traffici, come evidenziano gli stessi operatori: in condizioni di incertezza gli armatori potrebbero comunque decidere di non muovere le navi". "Il governo venga in Parlamento e chiarisca subito quali strumenti intende mettere in campo. Le imprese italiane non possono essere lasciate sole mentre la crisi si scarica interamente su di loro. Il tempo delle attese è finito", conclude Boccia.
B.Baumann--VB