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Commissione femminicidio approva relazione sulla violenza economica di genere
Il voto all'unanimità. Relatrici Semenzato, Leonardi e D'Elia.
Inserire nel codice penale, in particolare nella formulazione del reato 572 del codice penale, maltrattamenti in famiglia, il concetto di "violenza economica" quale modalità di integrazione del reato, codificando un indirizzo della giurisprudenza di legittimità ancora poco diffuso tra i giudici di merito. E' il fulcro della Relazione sulla "violenza economica di genere" approvata stamane all'unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere durante la seduta prenaria, dopo 93 audizioni. Le relatrici sono state la presidente, la deputata Martina Semenzato e le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D'Elia. Alla stesura hanno contribuito i collaboratori esterni della Commissione: l'avvocato Martina Parisse, il magistrato Valerio de Gioia, la statistica Linda Laura Sabbadini. Altro elemento è quello di introdurre la fattispecie autonoma di "controllo coercitivo" per punire "la condotta di monitoraggio ossessivo del partner anche in relazione alle spese familiari di minimo importo" ed "escludere i reati di cui agli artt. 570 c.p. e 570-bis c.p. dall'area applicativa della causa di non punibilità ex art. 131-bis codice penale ovvero la violazione degli obblighi di assistenza familiare". E ancora, la proposta di estendere l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito, anche alla persona offesa dalla violazione degli obblighi di assistenza familiare.
S.Leonhard--VB