-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
-
Tensione in una moschea di Modena durante un servizio di Fuori dal Coro
-
Midterm negli Stati Uniti, al voto anche 147 referendum statali
-
Cyberattacco ai sistemi frigoriferi dei supermercati, colpita anche l’Italia
Favino, tra i giurati idee diverse ma grande rispetto
Greta Gerwig: "Giorni di arricchimento reciproco"
Il rituale delle conferenze stampa delle giurie che concludono un festival non riserva ormai sorprese, soprattutto se la consegna del silenzio fa rispondere i giurati più o meno come i giocatori di calcio: dichiarazioni di principio e nulla di personale. Merito del gigante Omar Sy (faceva sembrare piccolo anche Pierfrancesco Favino) aver portato un po' di brio con una conclusione a sorpresa: al grido ''è dal primo giorno che lo voglio fare'' ha obbligato i suoi colleghi a girarsi spalle alla stampa, sedersi davanti al poster ufficiale del festival e guardare una palma sospesa nel cielo come i protagonisti di Rapsodia d'agosto, il film di Akira Kurosawa scelto per ispirare la magia dell'arte nel festival di quest'anno. Per il resto la parola d'ordine dell'edizione è stata rispetto: ''è apparso chiaro - come ha detto Favino - che non sempre avevamo le stesse idee, ma è stato bello ascoltarci fino, magari, a cambiare idea rispetto alla prima impressione''. La presidente Greta Gerwig è apparsa come una lady di ferro dai modi gentili, al punto che, dopo aver confermato che per tutti loro erano stati ''giorni meravigliosi di scoperta e di arricchimento reciproco'', ha garbatamente costretto gli altri ad annuire con la testa come bravi scolaretti. In sintesi si evince che tutti i premi hanno visto opinioni diverse, ricondotte a una equilibrata tastiera di premi una volta sistemati i nodi complessi: l'obbligo morale generato dall'iraniano Rasoulof (palma speciale), l'innamoramento collettivo per l'Indiano All we imagine as light (gran premio della Giuria) e infine una Palma d'oro volutamente spiazzante (Anora). Il resto è sembrato discendere da questi punti fermi con complice diplomazia fra tutti. Si torna a casa però con una buona notizia: il maestro giapponese Koree eda ha confessato che ''dopo questi 11 giorni passati a vedere bellissimi film altrui, ho deciso di girarne uno nuovo anche io. Ci ritroveremo!''.
H.Gerber--VB
