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Oms ha ricevuto garanzie da Israele per due ospedali di Beirut
Queste strutture operano a pieno regime
Il rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha affermato oggi di aver ricevuto garanzie che due importanti ospedali di Beirut, in Libano, non saranno attaccati da Israele. "Verso mezzanotte, abbiamo ricevuto un riscontro che indicava che questi ospedali non sarebbero stati attaccati. Vedremo se questo si concretizzerà o meno", ha detto Abdinasir Abubakar, Rappresentante dell'OMS in Libano, in collegamento da Beirut. Ieri sera, il direttore Generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva rilasciato una dichiarazione sull'ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano per l'area di Jnah a Beirut, che comprende due importanti ospedali di riferimento: l'Ospedale Universitario Rafik Hariri e l'Ospedale Al Zahraa. Tedris aveva esortato Israele a revocare quest'ordine e "a garantire la protezione di tutte le strutture sanitarie, degli operatori sanitari, dei pazienti e dei civili". Queste strutture sanitarie operano a pieno regime, fornendo cure salvavita a centinaia di pazienti, compresi quelli gravemente feriti durante i devastanti attacchi israeliani di mercoledì 8 aprile, sottolinea l'OMS. "Attualmente, oltre 450 pazienti rimangono ricoverati in queste strutture, tra cui circa 40 persone in terapia intensiva le cui condizioni mettono a rischio la loro vita e che necessitano di un'assistenza specializzata e continua. L'evacuazione forzata di tali pazienti - ha detto Abdinasir Abubakar in un briefing per la stampa - rappresenta un rischio immediato e grave per la loro sopravvivenza" e non vi sono alternative. Dal 2 marzo scorso - sottolinea l'OMS - l'escalation ha messo a dura prova il sistema sanitario in Libano. In soli 40 giorni, circa 1,1 milioni di persone (quasi un quinto della popolazione libanese) sono state sfollate, 13 ospedali sono stati danneggiati e 6 sono stati costretti a chiudere. L'OMS chiede con urgenza la protezione delle strutture sanitarie, degli operatori sanitari e dei pazienti.
C.Bruderer--VB