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Wef, transizione energetica rallenta ma Italia in netto miglioramento
31esimi nell'Energy transition index 2026, limitati progressi a lungo termine
Per la prima volta in oltre un decennio, nonostante investimenti globali record per 3,3 trilioni di dollari, di cui 2,3 trilioni in energia pulita, la "preparazione alla transizione energetica" (transition readiness) è diminuita. L'Italia, nel 2026, ha registrato il suo miglioramento più significativo degli ultimi anni, grazie ai progressi in ambito normativo, infrastrutturale e formativo. E' qaunto emerge dall'Energy transition index 2026 del World economic forum. Secondo il rapporto, realizzato in collaborazione con Accenture e pubblicato oggi a Ginevra, l'Italia si posiziona 31esima nell'indice. Nonostante la dipendenza dalle importazioni di energia, scrive il Wef, il risultato italiano dimostra come la sicurezza energetica sia sempre più determinata non solo dalle risorse interne, ma anche dalla capacità di gestire, bilanciare e integrare efficacemente i sistemi energetici. Tuttavia, le scarse performance in termini di innovazione e il divario di equità continuano a limitare i progressi a lungo termine. In generale, il Wef nota un crescente divario crescente tra ciò che i sistemi energetici offrono al momento e le condizioni necessarie per sostenere ulteriori progressi futuri.
D.Bachmann--VB