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Mef, nel primo trimestre oltre 184 nuove partite Iva (-2,2%)
Trainano le professioni, crollo per non residenti. Metà nel forfetario
Nel primo trimestre del 2026 sono state aperte 184.895 nuove partite Iva, con una flessione contenuta (-2,2%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. E' quanto emerge dall'Osservatorio sulle partite Iva pubblicato dal Dipartimento Finanze del Ministero dell'Economia. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno, le attivazioni delle persone fisiche sono stabili (+0,1%), quelle delle società di persone calano del 9,6%, mentre quelle delle società di capitali aumentano del 3,1%. Da notare - si legge nel comunicato - il forte calo di avviamenti da parte di soggetti non residenti (-72,6%). Riguardo alla ripartizione territoriale, il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente evidenzia che gli incrementi di avviamenti più consistenti si sono registrati in Valle d'Aosta (+17,4%), nella Provincia autonoma di Bolzano (+6%) e in Friuli Venezia Giulia (+4,5%); tra i territori che presentano una flessione emergono il Molise (-11,3%) la Lombardia (-10,9%) e il Lazio (-5,1%). In base alla classificazione per settore produttivo, il settore delle attività professionali registra il maggior numero di avviamenti di partite Iva nel trimestre, con il 19,3% del totale, seguito dal settore della sanità e assistenza sociale (12,5%) e dal commercio (12,3%). Tra i dieci settori principali, che fanno registrare nel complesso circa l'85% dei nuovi avviamenti nel periodo, gli unici che mostrano incrementi di aperture rispetto al primo trimestre del 2025 sono il settore delle attività per la salute umana e di assistenza sociale e il settore dell'istruzione e formazione (+15%); tra i settori in calo di avviamenti spiccano il settore del commercio (-22,4%), gli altri servizi (-10,7%) e il settore dell'agricoltura (-9,8%). Nel periodo in esame 104.136 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 56,3% del totale delle nuove aperture nel trimestre, con un incremento del 2,6%.
J.Sauter--VB