-
Trump ha firmato l'accordo con l'Iran a Versailles a cena con Macron
-
Media, 'l'Iran conferma che il protocollo è stato firmato elettronicamente'
-
Asparagi, pollame, formaggi e torta al cioccolato nel menu di Trump a Versailles
-
Trump, 'sono molto contento di essere a Versailles'
-
Mondiali: Corea del Sud denuncia un drone alla vigilia della sfida con il Messico
-
Trump, scadenza 60 giorni non è inderogabile, può servire di più
-
Il Btp Italia Sì raccoglie oltre 1,53 miliardi nel terzo giorno
-
Sebago festeggia 80 anni, una barca-scarpa naviga in Arno
-
Mhl di Margaret Howell customizza modello iconico di Dr. Martens
-
Andrea De Sica, nonno Vittorio maestro ribelle che ha 'riscritto' il cinema
-
Un asteroide porta il nome di Jannik Sinner
-
A Pitti i capi 'sun-bleached' di JiyongKim, corrosi da sole e forze della natura
-
Meloni, per la missione ad Hormuz vediamo nei prossimi 60 giorni
-
'Harry e Meghan in Gb con i figli a luglio, è la prima volta dal 2022'
-
Franco Nero, nessuna nostalgia, devo fare ancora tanti film
-
Tennis: Sonego fuori ad Halle, ko contro Shelton
-
Diane Keaton vola alle aste, cimeli venduti per 4,2 milioni di dollari
-
Da Tac a pacemaker, i dispositivi connessi più esposti ai cyber attacchi
-
Concerti, musical, grandi show e teatro di parola per l'Europauditorium di Bologna
-
Trigno ed Ermal Meta insieme nel singolo Irrecuperabile dal 19 giugno
-
Tennis: Musetti salterà anche Wimbledon, "una decisione non facile"
-
Short track: Fontana apre ai Giochi 2030 'la voglia c'è, valuto le condizioni'
-
Il gas si mantiene sopra i 41 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Spunta il fondo Apollo per il finanziamento del riassetto di Delfin
-
Le vendite al dettaglio negli Usa salgono dello 0,9%, sopra le attese
-
Consob, occhio a rischi nascosti di comunicazione finanziaria sui social
-
Pupo tra il mezzo milione di studenti ad affrontare l'esame di maturità
-
Gianni Morandi con Alessandra Amoroso, dal 19 giugno il nuovo singolo Hit Parade
-
Dal folk di Krano al cantautorato vintage per il Festival delle Colline
-
Cgil-Cisl-Uil, siglata la piattaforma su rappresentanza e contratti
-
Scocchia (illycaffè), annunceremo al mercato quando ci quoteremo
-
Borsa: Europa cauta, Milano +0,1% in attesa della Fed mentre il greggio risale
-
Infortunio al gomito, Van Aert rinuncia al Tour de France
-
Torna all'Arena di Verona l'Aida 'di cristallo' firmata da Stefano Poda
-
Coface, nel 2025 l'export italiano è cresciuto del 3,3% a 643 miliardi
-
Antognoni 'non sarò al centenario della Fiorentina, rispettate la mia volontà'
-
Nanoparticelle efficaci contro il tumore della prostata, uccidono le cellule
-
Il Real Madrid annuncia Bernardo Silva, contratto fino al 2028
-
Bankitalia, Pil Marche +0,5% nel 2025, quadro geopolitico frena l'economia
-
Rod Stewart e Sting i più attesi al 'Bassano Music Park 2026'
-
Da Ben Harper a Sayf a Collisioni, il festival intergenerazionale
-
Un teatro di Londra intitolato a Judi Dench, prima volta per un'attrice
-
Iveco prevede ricavi ed ebit in crescita nel 2026
-
Nations League: la Nazionale riparte da Roma, 25 settembre Italia-Belgio all'Olimpico
-
Pallavolo: Nations League, quarto successo per le azzurre di Velasco
-
Piano casa, 1,2 miliardi del Pnrr a Cdp per edilizia sociale
-
Caldo, venerdì salgono a 8 le città con il bollino arancione
-
Premio 'Pellegrini di pace' alla regista tunisina Ben Hania
-
Al Meyer una tecnologia rivoluzionaria per i test cutanei sulle allergie
-
Le ong in Venezuela chiedono elezioni presidenziali 'al più presto'
Hansel e Gretel: La bufala
Negli ultimi giorni è tornata a circolare l’idea che un “archeologo tedesco” avrebbe dimostrato che Hansel e Gretel fossero in realtà due assassini vissuti nel Seicento. È una narrazione seducente, ma non corrisponde ai fatti storicamente verificabili. Quella tesi nasce nel 1963 da un’operazione editoriale che imitava in modo perfetto i codici della saggistica scientifica: un libro costruito come un’inchiesta con fotografie, presunti reperti, perizie antropologiche e documenti d’archivio. L’“archeologo” citato in quel volume, però, non è mai esistito, e la ricostruzione è stata smontata pubblicamente già l’anno successivo.
Come nasce la storia dei “due assassini”
La narrazione oggi rilanciata online racconta di un insegnante appassionato di scavi che, nei boschi dello Spessart, avrebbe individuato i resti di una casupola con quattro forni; all’interno, le ossa parzialmente bruciate di una donna sui trentacinque anni e, in una cassetta di ferro, utensili da forno e un’antica ricetta di panpepato. Incrociando indizi linguistici e fonti locali, il sedicente ricercatore avrebbe identificato la vittima con una celebre pasticciera del XVII secolo, Katharina Schraderin; i colpevoli, secondo questa trama, sarebbero stati un fornaio di Norimberga, Hans Metzler, e la sorella Grete, mossi dal desiderio di impossessarsi della ricetta dei lebkuchen. Il delitto sarebbe avvenuto nel 1647, in piena Guerra dei Trent’anni: una versione “realistica” che ribalta la fiaba trasformando la “strega” in una professionista uccisa e i due protagonisti in un duo di omicidi.
Che cosa è stato accertato
Quella ricostruzione non è una scoperta archeologica, ma un esempio di “non‑fiction fittizia” messo in scena da un autore tedesco con fine ironia e grande perizia narrativa. Il presunto “professor Georg Ossegg” non è mai esistito; le immagini di scavo – divenute iconiche – ritraevano l’autore stesso travestito; parte dei “reperti” era di provenienza domestica; la ricetta attribuita alla vittima coincideva con un testo di largo consumo dell’epoca. A distanza di pochi mesi dalla pubblicazione, l’operazione fu svelata come una parodia della moda delle scoperte archeologiche “a effetto” e come un esperimento sui meccanismi con cui il pubblico tende ad attribuire autorità a un racconto che indossa gli abiti della ricerca.
Perché l’idea continua a riemergere
L’impianto funziona perché è calibrato sui nostri automatismi cognitivi: fotografie in bianco e nero di “scavi” e “documenti”, un lessico pseudo‑accademico, cronologie e toponimi precisi, collegamenti ingegnosi tra fiaba, linguistica e geografia. A questo si è aggiunta, nel tempo, la circolazione secondaria: nuove edizioni del volume, traduzioni (in Italia il titolo è apparso già nei primi anni Ottanta), un adattamento cinematografico negli anni Ottanta e riprese in programmi e podcast di divulgazione che la presentano esplicitamente come una burla esemplare. Dall’altro lato, piattaforme e pagine web periodicamente rilanciano la tesi come “vera storia dietro la fiaba”, spesso senza ricordare – o senza sapere – che si tratta di un falso letterario dichiarato tale dall’autore e documentato da verifiche indipendenti fin dal 1964.
Cosa resta, davvero, della fiaba
Le fiabe raccolte nell’Ottocento non sono cronache giudiziarie: sedimentano paure, memorie di carestie e processi alle streghe, traumi sociali e morali di un’Europa pre‑industriale. È legittimo studiarne il rapporto con la storia sociale; non è legittimo, però, attribuire loro un caso di omicidio “con nomi e cognomi” senza prove. Per Hansel e Gretel, al di fuori dell’operazione satirica del 1963, non esiste alcuna evidenza archivistica o materiale che dimostri l’esistenza di due fratelli assassini responsabili dell’uccisione di una pasticciera nel 1647.
Il punto
Non c’è un “cold case” risolto da un archeologo tedesco: c’è la storia, ben documentata, di una burla editoriale che ha insegnato quanto un racconto confezionato con gli strumenti della scienza possa sembrare vero anche quando non lo è. Ed è per questo che, ancora oggi, la tesi riaffiora ciclicamente online: perché è verosimile, perché è affascinante e perché parla alla nostra voglia di trovare nel mito un fatto nudo e crudo. Ma i fatti, quelli controllabili, dicono altro.
Certificare la morte
Il quiz di Dada e Marcolino
Guerra Iran-USA-Israele
Traverso: Scienza al Ranch
Italia: 250 Milioni di Anni
Mutuo Casa: Come funziona
Maglev: Volo a 505 km/h
Il Mistero di Polybius
Fisica e segreti del Curling
Lo Shock che salva il Cuore
Fisica del salto con gli Sci